Il primo progetto di Kengo Kuma a Dubai: architettura in armonia con la natura

Recentemente ho sviluppato un forte interesse per lo studio dell’architettura contemporanea, quindi ogni tanto scriverò post su questo tema. Oggi voglio parlare di Kengo Kuma, soprattutto alla luce della comparsa del suo primo progetto a Dubai.

Questo maestro giapponese ha creato un approccio unico che ha ridefinito completamente la comprensione dell’architettura urbana contemporanea. Kengo Kuma è diventato il principale sostenitore della cosiddetta architettura “anti-object”. Il suo principale superpotere risiede nella capacità di integrare armoniosamente un edificio nel paesaggio circostante, mettendo insieme ciò che è creato dall’uomo e ciò che è creato dalla natura. Dice spesso che il suo obiettivo è rendere l’architettura morbida, tangibile e proporzionata alla scala umana, così che una volta all’interno si possano percepire il calore, il movimento dell’aria e la luce naturale.

Kengo Kuma è nato nel 1954 a Yokohama. Il suo stile architettonico distintivo è stato plasmato da diversi fattori chiave, in cui si sono intrecciate impressioni personali dell’infanzia, la cultura tradizionale giapponese e una profonda crisi dell’architettura contemporanea.

Il principale impulso che spinse il giovane Kengo a scegliere questa professione fu il celebre Yoyogi National Gymnasium di Tokyo, progettato dal grande architetto giapponese Kenzo Tange per le Olimpiadi di Tokyo del 1964. Kuma rimase così colpito dal modo in cui l’edificio univa modernismo ed estetica giapponese che fu allora che decise di diventare architetto.

Nel suo lavoro, Kuma combina magistralmente il minimalismo tradizionale giapponese, con la sua filosofia del vuoto nota come “ma”, l’armonia naturale nota come “shizen” e la fusione degli spazi interni ed esterni con tecnologie avanzate. Da questa unione nasce uno stile in cui l’antica arte dell’architettura in legno e i complessi incastri senza un solo chiodo vengono reinterpretati attraverso la lente del design digitale.

Realizza facciate leggere, semi-trasparenti e “respiranti”, composte da centinaia di lamelle in legno, bambù, carta di riso e pietra, che, grazie alle moderne soluzioni ingegneristiche, diventano resistenti e ignifughe. Questo approccio ispirato alla natura si può vedere nel New National Stadium di Tokyo, costruito per le Olimpiadi, dove un enorme impianto sportivo è concepito come una struttura viva simile a una foresta, con migliaia di alberi piantati intorno e una copertura sospesa in cedro.

Molto noto è anche il suo museo V&A Dundee in Scozia, che ricorda strati di scogliere marine scolpite dalle onde, così come il negozio in legno SunnyHills a Tokyo, che sembra una nuvola sospesa fatta di listelli di legno intrecciati.

Ora questo approccio organico ha trovato la sua espressione in Medio Oriente, nel cuore di Dubai, dove Kuma sta realizzando il suo primo progetto residenziale, Wedyan — The Canal, lungo il canale d’acqua a Business Bay. Il progetto è sviluppato dalla società di sviluppo di Ibrahim Al Ghurair, seguendo una serie di progetti di grande impatto sotto il marchio Muraba.

Il nome Wedyan si traduce infatti come “valli” o “alvei fluviali”, e la torre di 46 piani richiama visivamente le curve di un canyon scolpito dall’acqua nella roccia. L’architetto utilizza una geometria di facciata stratificata con schermature in terracotta e pannelli organici testurizzati che filtrano delicatamente l’intensa luce solare di Dubai, creano ombre profonde e dirigono i flussi d’aria, trasformando l’edificio in un’oasi fresca.

Questo progetto offre una nuova dimensione del lusso, fondata su tattilità, silenzio e privacy, dove solo circa 150 ampie residenze dispongono di terrazze verdi private e sono immerse in giardini paesaggistici. L’arrivo di questa architettura di Kengo Kuma offre un esempio di come lo spazio possa essere umanizzato e dimostra che anche nel cuore di una metropoli moderna è possibile vivere in armonia con i ritmi naturali.

Nel complesso, è molto incoraggiante vedere sempre più progetti unici apparire a Dubai — non semplicemente progetti con la vecchia etichetta del “più grande”, ma sviluppi davvero distintivi e irripetibili.

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